IL SENTIERO INVISIBILE FESTIVAL
PONTE DI LEGNO (BS)
AL VIA LA III° EDIZIONE

26, 27 luglio / 23, 24 agosto 2024
Tra gli ospiti Mario Tozzi, Ilaria Capua, Carlo Cottarelli e Enrico Galiano

[comunicato stampa]

Ponte di Legno, 9 luglio 2024 – Dopo il grande successo della prime due edizioni, che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, torna il festival culturale “Il Sentiero Invisibile”, con una terza edizione che porterà nella località di Ponte di Legno i più importanti nomi del panorama nazionale letterario, giornalistico, artistico e scientifico, in un dialogo tra i saperi e le idee in un’epoca che ha fortemente bisogno di ripartire dal dialogo e dalla condivisione.Nato dalla collaborazione tra l’associazione culturale OltreConfine con la Proloco, la Biblioteca Civica e l’amministrazione comunale di Ponte di Legno, accanto alla cooperativa Il Leggio, il Consorzio Pontedilegno-Tonale e Valle Camonica La Valle dei Segni, e il sostegno della Provincia di Brescia, anche per questa edizione il festival si avvale della direzione artistica di Stefano Malosso, collaboratore editoriale e giornalista, e della partecipazione attiva di un gruppo di ragazze e ragazzi che credono nel valore della cultura declinato in una terra ricca di bellezze naturali, storiche e culturali.

In linea con l’esperienza avviata nel 2022, il festival “Il Sentiero Invisibile” punta alla valorizzazione del territorio accanto alla promozione di una cultura libera, trasparente e partecipativa per la cittadinanza e per i turisti, con un calendario di 4 incontri serali organizzati in due appuntamenti nel mese di luglio (il 26 e 27) e due nel mese di agosto (il 23 e 24), nello spazio del Palazzetto dello Sport, affiancati da 2 aperitivi con gli autori per la mini-rassegna “Percorrendo il sentiero”, il 27 luglio e il 24 agosto alle ore 17.30 presso il Bar Roma in Piazza XXVII Settembre. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Tra le tante novità di questa terza edizione tutta da scoprire, c’è la realizzazione dell’inedita locandina artistica del festival, ad opera di Tobia Pandolfini, giovane illustratore e fumettista bolognese.

L’apertura del festival è affidata venerdì 26 luglio alle ore 21 al Palazzetto dello Sport a Enrico Galiano, docente e scrittore apprezzatissimo dalle famiglie e dagli studenti, protagonista dell’incontro dal titolo “Giovani, scuola e futuro: vasi da riempire o fuochi da accendere?”. «Quando desideri tanto qualcosa, fai come il colibrì: non aver paura di cadere. Anzi, impara a farlo a tutta velocità, per poi risalire». Da Plutarco al mito di Pigmalione, da Harry Potter a Michelangelo, una lezione sull’arte di educare accompagnati da Enrico Galiano, insegnante e scrittore capace di parlare di giovani, di scuola e di futuro, autore del volume “Una vita non basta”. Crescere significa non smettere mai di tentare, fallire e riprovare, coltivare l’arte dell’imperfezione per tirare fuori il capolavoro che vive dentro di noi. Perché i nostri ragazzi non sono vasi da riempire, e nemmeno fuochi da accendere, ma fuochi già accesi la cui fiamma va tenuta viva ogni giorno.

Sabato 27 luglio l’appuntamento è alle ore 17.30 al Bar Roma in Piazza XXVII Settembre per gli aperitivi con l’autore, con l’incontro con Ilaria Maria Dondi, moderata da Nadia Busato, che avrà al centro il volume “Libere di scegliere se e come avere figli” (Einaudi). Qualunque cosa una donna faccia nella vita, difficilmente potrà sfuggire all’indagine sul suo stato riproduttivo. Ha figli? Se sí, sarà una madre sufficientemente brava e conforme agli standard che la società impone? Se non ne ha, come mai? Le donne sono costantemente definite dal loro essere o non essere madri e, sulla base di questa divisione, spesso sono state messe le une contro le altre. Attraverso un inventario inedito di tipologie di madri e di donne senza figli, l’autrice racconta come esistano mille modi di essere madri e mille di non esserlo, oltre le aspettative, i giudizi e i pregiudizi, gli stereotipi, le imposizioni e persinole leggi. Perché soltanto dando dignità e diritti alla diversità in tutte le sue forme, ogni persona potrà essere finalmente libera.

L’appuntamento serale è invece fissato alle ore 21 al Palazzetto dello Sport, dove attesissima protagonista della serata sarà Ilaria Capua al centro dell’incontro dal titolo “Salute circolare, un modo di pensare”. Siamo Acqua, siamo Aria, siamo Terra e siamo Fuoco. Siamo tutti vasi comunicanti, immersi in egual modo nell’ambiente e legati ad esso, interamente dipendenti da quello che mangiamo, beviamo, respiriamo e dalla salute delle altre creature che vivono sulla Terra. Non solo: la nostra salute e quella del sistema pianeta dipende dai nostri comportamenti. Ci siamo auto nominati Homo sapiens, ne deriva che siamo noi i responsabili della salute della nostra specie e di quella della nostra casa comune. Ilaria Capua, virologa e Senior Fellow of Global Health alla Johns Hopkins University, ci accompagna in una riflessione che ci interroga e ci pone nuove domande sul nostro futuro.

Il festival proseguirà poi nel mese di agosto, quando il 23 del mese alle ore 21 al Palazzetto dello Sport andrò in scena la serata che vedrà ospite Carlo Cottarelli, in dialogo con il giornalista Massimo Tedeschi a partire dal volume “Dentro il palazzo. Cosa accade davvero nelle stanze del potere” edito da Mondadori. L’immagine delle aule parlamentari, luoghi di potere in cui si decide il futuro del nostro Paese, è familiare. Non molti però possono affermare di sapere cosa accada nei palazzi: a raccontarlo è Carlo Cottarelli, che venne incaricato di formare un governo nel corso di una crisi istituzionale senza precedenti. Attingendo alla sua esperienza, Cottarelli esamina lo stato della nostra politica, tra storture, inefficienze, e trattando temi di scottante attualità come il ridimensionamento del ruolo del Parlamento rispetto a quello del Governo. Un racconto ironico e tagliente che restituisce una fotografia della nostra classe dirigente, e come potrà evolversi.

Il giorno successivo, sabato 24 agosto, la giornata inizierà alle ore 17.30 al Bar Roma con il secondo aperitivo con l’autore, che vedrò protagonista l’autore bresciano Filippo Ronca, moderato da Lorenzo Gafforini, per parlare del libro “Sembra che presto annegherò” (Mondadori). Manfredi è innamorato di Antonia e, come ogni giovane uomo innamorato, vede Antonia in ogni cosa, Lo è nei gesti quotidiani, nello svegliarsi insieme, nell’andare a cena fuori, nell’uscire per le strade. “E anche il nome di Antonia, a me sembra una stagione, la stagione preferita, che attendi tutto l’anno che arrivi.” Manfredi ci racconta il suo amore ma soprattutto cerca di spiegare che cos’è, l’amore: proprio perciò il linguaggio è trasparente, proprio perciò a ogni svolta dell’accadere c’è una similitudine, una dichiarazione, una promessa; proprio perciò, quando Antonia gli chiede se è davvero il caso di continuare, si resta senza fiato. Le vicende via via si accumulano, ci prendono di sorpresa, e fanno sì che spesso ci si chieda: ma è successo davvero?

L’ultimo appuntamento del festival è fissato per la sera stessa, alle ore 21 al Palazzetto dello Sport, dove l’ospite sarà Mario Tozzi, Primo ricercatore CNR e Divulgatore scientifico, per un incontro dal titolo “Mercanti di dubbi, le vere ragioni del negazionismo climatico”. Perché il clima cambia? Si può fare qualcosa contro i mutamenti in atto? Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico, analizza gli studi scientifici per toccare l’argomento più caldo degli ultimi anni: ilcambiamento climatico e l’attenzione che tutti noi dobbiamo riporre nella cura della natura e dell’ecosistema del nostro pianeta. E tenta di rispondere alla domanda delle domande: di chi è la colpa? Degli elementi naturali? O magari dell’uomo? Gli errori del passato, la situazione attuale e il consumo responsabile sono al centro di una riflessione che permette ai più giovani di essere coscienti dei problemi per prendere decisioni consapevoli per il futuro.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per informazioni è possibile consultare il sito del festival www.ilsentieroinvisibile.it oppure il sito www.prolocopontedilegno.itchiamare al numero 3317148895, oltre a seguire gli aggiornamenti sulle pagine Facebook e Instagram “Il sentiero invisibile festival”.

“È bello tornare a camminare insieme, lungo un sentiero che può essere percorso solo accanto agli altri” spiega il direttore artistico Stefano Malosso. “Dopo il successo delle prime due edizioni, Il Sentiero Invisibile Festival torna per la terza edizione, rinnovando il potere delle idee e dei saperi in un’epoca che ci vede osservatori di scenari oscuri. Pensare insieme a questo cammino simbolico è il nostro tentativo di ripensare il nostro vivere a contatto con gli altri, perché pronunciare una parola è sempre un gesto politico, trasformativo e rivoluzionario, soprattutto quando attorno a noi molti, troppi, restano in silenzio. Fare un festival significa dunque immaginare una geografia non ancora mappata, il terreno tra il reale e l’immaginario nel quale donne e uomini possono incontrarsi, trovare una lingua comune, un dialogo che dal piano intimo si fa collettivo. Perché condividere i nostri passi su questo sentiero significa costruire un discorso che appartiene a tutti noi, e che ci viene sollecitato dagli ospiti che abbiamo invitato e che condividono un pezzo di viaggio insieme a noi. Un viaggio che, ne siamo certi, ci interrogherà sul nostro presente, e quindi sul nostro futuro”.

“Anche nella prossima estate dalignese la cultura avrà un ruolo determinante” spiega Elena Veclani, Presidente della Pro Loco di Ponte di Legno. “Siamo orgogliosi di essere giunti, grazie alla collaborazione con Oltreconfine, alla terza edizione del Festival culturale Il sentiero invisibile con l’obiettivo di intraprendere nuovi percorsi di crescita, di sviluppo e di valorizzazione della nostra meta turistica tramite la cultura. Riteniamo infatti sia fondamentale guardare alla cultura come chiave di sviluppo economico per il nostro paese. Solo una realtà turistica che sa valorizzare, oltre alle proprie radici, anche aspetti culturali di più ampio respiro, aprendosi agli stimoli che provengono dal contesto nazionale può ampliare i propri orizzonti e intraprendere nuovi percorsi.”