Sabato 27 aprile, a partire dalle ore 10:30
presso il Palazzo della Cultura di Breno (BS)

si terranno, aperte al pubblico

la cerimonia di premiazione, l’inaugurazione della mostra itinerante, la presentazione del catalogo e una restituzione dei progetti vincitori

IL PREMIO

La prima edizione di ARCHITETTURA MINIMA NELLE ALPI Premo di architettura VIONElab volge al termine con attività di restituzione aperte al pubblico, che rappresentano anche l’occasione per premiare ufficialmente i migliori progetti pervenuti. La call del Premio era stata lanciata in più lingue dalla Comunità Montana di Valle Camonica il 5 settembre 2023 con scadenza prolungata al 4 dicembre 2023 e prevedeva un’attenta valutazione ad opera di una commissione d’esperti internazionali. In palio, l’inserimento in un catalogo e in una mostra itinerante, nonché il soggiorno a VIONElab nel corso di una breve rassegna di architettura.

Istituendo il Premio, la Comunità Montana di Valle Camonica, nell’ambito del progetto VIONElab, ha inteso individuare e sostenere interventi architettonici di qualità, in grado di produrre una rigenerazione di volumi esistenti e innescare dinamiche di evoluzione abitativa e comunitaria nei piccoli paesi montani, attraverso progetti caratterizzati da un’elevata qualità ottenuta mediante un minimo impiego di volumi, energie e risorse. L’intento è quindi segnalare operazioni architettoniche capaci di produrre una conservazione aggiornata di valori storici e culturali delle civiltà alpine che siano riconoscibili, sia per le operazioni di restauro che per le nuove sistemazioni, come interventi contemporanei.

Due le sezioni:

I – ARCHITETTURA MINIMA PER LE COMUNITA’: Interventi su strutture esistenti promossi o sostenuti da enti pubblici e portatori di finalità di valenza collettiva, sociale e comunitaria
II – ARCHITETTURA MINIMA PER LA PERSONA: Interventi su strutture esistenti di iniziativa privata riguardanti residenzialità e imprenditorialità agricola, commerciale e artigiana

La Giuria: Armando Ruinelli, docente FHGR Coira (CH) presidente; Giorgio Azzoni, curatore Premio e Vionelab; Attilio Cristini, Comitato di pilotaggio VioneLab; Luca Gibello, Il Giornale dell’Architettura.com; Sergio Pascolo, IUAV Venezia.

VIONE LABORATORIO PERMANENTE è un progetto pluriennale di rigenerazione di una piccola comunità alpina, Vione, in alta Valle Camonica (provincia di Brescia) che riconosce un alto valore al proprio patrimonio edilizio storico su cui è necessario innestare operazioni di recupero strutturale, architettonico, energetico e funzionale.

I PREMIATI

Alla call hanno risposto in oltre 60 tra progettisti e studi di progettazione, operanti in tutto l’arco alpino, in prevalenza italiani ma con candidature interessanti da Austria, Slovenia e Svizzera. In totale sono pervenuti 87 progetti: 29 per la sezione di architettura per le comunità e 58 per la sezione di architettura riguardante progetti privati. Di questi, ben 79 sono stati giudicati ammissibili. Molti progetti recuperato corpi edilizi abbandonati o fatiscenti, spesso di carattere rurale, altri hanno migliorato la funzionalità di edifici sottoutilizzati o di strutture e spazi urbani mediante riconversioni interne, ammodernamenti o piccoli ampliamenti.

La giuria ha ritenuto di premiare due progetti per ogni sezione e assegnare nove menzioni, oltre ad altri progetti segnalati che hanno ottenuto uno spazio particolare nel catalogo, a testimonianza dell’alta qualità diffusa dei progetti pervenuti e della filosofia del Premio, evidente dalle considerazioni formulate dalla giuria.

Sezione ARCHITETTURA MINIMA PER LE COMUNITÀ

 

PREMIO
DA COSA NASCE COSA | ONE THING LEADS TO ANOTHER Verzegnis (Udine)
arch. Federico Mentil e arch. Fabio Di Qual. Italia
committente: Comune di Verzegnis
Motivazione della Giuria: Riqualificazione di un’infrastruttura di servizio al campo sportivo, che non presentava alcun elemento meritevole di conservazione. Tuttavia, invece di demolire il piccolo fabbricato degli spogliatoi, se ne è concepita la completa riconfigurazione con un budget di spesa contenutissimo. Grazie alla marcata accentuazione della copertura il manufatto diventa elemento riconoscibile nel paesaggio, mentre il rivestimento esterno aggiunge un’ulteriore funzione ricreativa e di aggregazione, attrezzando le pareti come struttura di arrampicata per piccoli. Parimenti, gli interni dimostrano un’eccellente cura sia nelle scelte cromatiche, sia nel sobrio disegno dei dettagli.

 

PREMIO
CENTRO POLIVALENTE E RESIDENZA PER ARTISTI | MULTIPURPOSE CENTRE AND RESIDENCE FOR ARTISTS   Moncenisio (Torino)
Politecnico di Torino – arch. Antonio De Rossi, Laura Mascino, Matteo Tempestini; Coutan Studio arch. Edoardo Schiari, Maicol Guiguet. Italia
committente: Comune di Moncenisio
Motivazione della Giuria: In un’area montana caratterizzata dalla presenza di manufatti militari degradati e abbandonati da tempo, l’intervento dimostra innanzi tutto una capacità di prefigurare la domanda di progetto, concependo, in chiave di rigenerazione sociale e di apertura di nuovi scenari fruitivi, un presidio per residenze d’artista e spazi d’incontro. Ricorrendo a un approccio ormai collaudato, l’involucro preesistente è stato scoperchiato per inserirvi due volumi scatolari lignei dalla geometria essenziale che richiamano l’archetipo della capanna e definiscono una microcorte centrale di connessione ai due ambienti. Unico altro elemento che connota l’esterno, gli spartani imbotti lignei a sporto marcano le aperture.

 

Per questa categoria sono state inoltre assegnate 5 menzioni:

IL NIDO DEL MARTIN PESCATORE Cosio Valtellina (Sondrio) – Marco Ghilotti architetto
Motivazione: L’edificio rurale accoglie nuove funzioni didattiche, a servizio di un lungo percorso naturalistico. Pochi interventi eleganti e di qualità, sia interni che esterni, recuperano e valorizzano sia il piccolo edificio esistente che il luogo, connettendoli e ottimizzando l’uso degli spazi disponibili.

CON L’ACQUA E LA PIETRA Gemona del Friuli (Udine) – Studio architetto Sandro Pittini
Motivazione: Recupero ambientale che valorizza luoghi situati lungo un tracciato di origine celtica limitrofo al nucleo antico. Le sistemazioni della fontana di Silans e dell’antico Lavador dimostrano come, con pochi e misurati interventi di ripristino e recupero, sia possibile ridare nuova vita a luoghi cardine del paesaggio, contribuendo a non disperdere la memoria delle comunità.

RICOMPOSIZIONI Val Malvaglia (Svizzera) – Studio d’architettura Martino Pedrozzi, Mendrisio
Motivazione: Ricomposizione in forma geometrica e unitaria del pietrame sparso derivante dal crollo di edifici rurali d’alpeggio. Le azioni, manuali e volontarie, intervengono in modo minimo e poetico sulle rovine per ridare riconoscibilità a luoghi dell’abbandono. Il recupero del materiale costruttivo diviene un tumulo edilizio che riunisce parzialmente forma e volume dell’insediamento, conferendo agli antichi manufatti un nuovo equilibrio.

RIGENERAZIONE URBANA NEI CENTRI STORICI Tre Ville e Borgo d’Anaunia (Trento) – Mirko Franzoso e Mauro Marinelli, studio franzosomarinelli
Motivazione: Sistema di spazi pubblici ricavati dalla demolizione di un edificio e dalla sistemazione di slarghi e vie di piccoli paesi montani. l progetti si caratterizzano per la capacità di creare relazioni architettoniche tra gli spazi pubblici e il tessuto urbano, che ricompongono presupponendo nuovi usi e offrendo luoghi d’incontro per le comunità. I materiali, di origine locale e utilizzati in modo non mimetico, esprimono un costruire alpino fatto di tessiture, grane, ruvidità e dislivelli.

DOVELACQUALAVORA / DOVELACQUARIPOSA  Ledro e Roncone (Trento) – Gianfranco Giovanelli, Mario Giovanelli, Roberto Paoli, Francesco Pezzarossi; studio: Nexus!Associati
Motivazione: Ampliamento di un degradato serbatoio idrico per realizzare una centralina idroelettrica che sfrutta l’acquedotto comunale. Realizzazione di una nuova vasca d’accumulo. Le microarchitetture, precise e geometriche, stabiliscono una relazione con il paesaggio offrendo piccoli luoghi di sosta. Il risultato dimostra come in ogni occasione professionale, anche minuta, sia possibile aggiungere qualità inserendosi nel contesto non mimeticamente e con dignità. Le soluzioni adottate sono modelli replicabili.

Sezione ARCHITETTURA MINIMA PER LA PERSONA

 

PREMIOMAISON GAUDIN TGG  Anzère Le Grillesses (Svizzera)
Studio savioz fabrizzi architectes. Svizzera
Motivazione della Giuria: Recupero di una baita d’alpeggio in quota, collocata lungo le piste da sci. A meno di un lieve sopralzo della copertura e dell’ampio taglio orizzontale di una finestra a nastro, il preesistente volume in pietrame è stato preservato e valorizzato senza alcuna aggettivazione. All’interno il ricovero su due livelli, completamente rivestito in legno, è intimo, essenziale, confortevole e curato nei dettagli. Laddove un tempo alloggiava il pastore è ricavata la zona giorno, spazio indiviso e affacciato sul panorama della valle sottostante. Nel seminterrato, la stalla è diventata una camerata con sei posti letto disposti su un unico giaciglio.

 

PREMIOCIABOT NININ Gorzegno (Cuneo)
Studio Ellisse architetti. Italia
Motivazione della Giuria: In una radura boschiva, un casolare rurale abbandonato è trasformato in casa per vacanze. La preesistenza muraria in pietrame è stata integralmente recuperata con rigore quasi filologico e senza orpelli, riutilizzando materiali, dalla pietra al legno bruciato, reperiti in situ. Con particolare attenzione ai termini volumetrici e proporzionali, l’ampliamento reinterpreta la tipologia edilizia originaria in modo esemplare, per compatibilità ambientale e per rapporto tra recupero e costruzione ex novo, denotando una delicata vena lirica unita a un’apprezzabile umiltà di approccio.

 

Per questa categoria sono state inoltre assegnate 4 menzioni:

PICCOLO RIFUGIO DI PIETRA  Val di Rezzalo (Sondrio) – Giacomo Menini architetto
Motivazione: Recupero del rudere di una stalla con fienile, tipica dell’edilizia rurale alpina. Assumendo valenza dimostrativa, il progetto realizza la riconversione compatibile e economica di una struttura d’alpeggio diroccata, modificata il meno possibile con l’inserimenti di una cellula abitativa e arredata anche con riciclo di materiali preesistenti, proponendo un abitare frugale consono all’ambiente circostante.  

TABIÀ COLMEAN Canale d’Agordo (Belluno) – studio: SBSA | Sandri Barbara Smaniotto Andrea architetti associati
Motivazione: Tutelando la struttura originaria, un tipico tabià di inizio XX secolo, un tempo adibito a stalla e fienile, è trasformato in residenza. Il restauro artigianale degli elementi storici, smontati, rimontati e integrati con materiali di recupero, ha consentito di mantenerne il valore ambientale nel paesaggio.

NEL MURO  Bressanone (Bolzano) – Studio bergmeisterwolf
Motivazione: Il vecchio pollaio di un edificio storico diviene foresteria o ritiro. L’intervento, realizzato in forma artigianale, valorizza la povertà dell’esistente e trasforma un volume residuale in luogo dell’intimità personale. Lo spazio, di quindici metri quadri, è qualificato mediante interventi essenziali: internamente da un leggero design razionale, all’esterno dalla copertura sollevata e da altri, pochissimi, dettagli funzionali individuabili dal leggero contrasto cromatico.

A HOUSE FOR FIVE FREE SPIRITS Zgornje Gorje (Slovenia) – arch. Matej Gašperič; studio: BIRO GAŠPERIČ, Architecture, Ltd.
Motivazione: Conversione ad abitazione di un vecchio fienile, ben conservato ma inutilizzato. Il progetto si caratterizza per la capacità d’intervenire entro il volume esistente, mantenuto nelle strutture portanti e nell’aspetto esterno. Solo una terrazza galleggiante e una grande vetrata rendono visibile all’esterno le trasformazioni, precise, adeguate e realizzate in modo partecipato e strettamente legato alle dinamiche di cantiere.

IL CATALOGO E LA MOSTRA

Finalità del Premio è non solo raccogliere e valutare, ma anche e soprattutto diffondere, al fine di divulgare buone prassi rigenerative per i territori. Per questa ragione il catalogo del Premio, è realizzato bilingue (italiano e inglese) e disponibile in formato sia cartaceo che digitale.
In 76 pagine, la pubblicazione offre spazio a tutti i progetti ammessi. Le opere sono suddivise secondo la categoria di appartenenza (Architettura minima per le comunità / Architettura minima per la persona). Le fotografie delle strutture (che comprendono anche la situazione precedente agli interventi) sono accompagnate da informazioni di contesto, motivazioni della Giuria e sintesi critiche per comprendere le rigenerazioni realizzate.

La mostra è inizialmente allestita presso il Palazzo della Cultura di Breno e presentata al pubblico in occasione della cerimonia di premiazione. Rimarrà in questa sede fino al 12 maggio. Dal 5 luglio, la mostra sarà allestita a Vione, dove resterà aperta sino all’8 settembre. In seguito diverrà itinerante.

UN RISULTATO OLTRE LE ASPETTATIVE

 Dalle risposte progettuali pervenute spicca come l’esigenza di curare-ripristinare-rinnovare rispettando i valori e i parametri del contesto, sia comune a tutto l’arco alpino, dalle montagne italiane e da Austria, Slovenia e Svizzera. Contesti montani in cui si parlano idiomi diversi, ma che esprimono le stesse necessità: non solo di preservare, ma anche e soprattutto d’innovare, con spese ridotte e senza eccessivi impatti, integrando e recuperando il più possibile. Una tendenza che non rispecchia solo la realtà italiana, ma assume i risvolti di un desiderio condiviso.

Architettura minima nelle Alpi non ha selezionato edifici di valore iconico ma soprattutto progetti sensibili e pratiche di rigenerazione sostenibile, dove progettisti e committenti agiscono in forma culturale e con intelligenza interpretativa, riqualificando e riconvertendo l’esistente per restituire dignità a edifici e luoghi degradati o dimenticati, in una prospettiva di sviluppo compatibile.

Il Premio stesso è azione culturale che propone modelli di qualità fondati sulla sobrietà e sull’equilibrio tra risultati e mezzi impiegati, in una visione che considera l’architettura come pratica responsabile ed esercizio di cittadinanza utile al futuro delle comunità.

LE ATTIVITÀ DI LUGLIO

Le attività del Premio proseguiranno nel weekend dal 5 al 7 luglio nel centro storico di Vione, che sarà al centro di una tre giorni dedicata all’architettura contemporanea nelle Alpi. Tra gli esperti coinvolti in convegni e workshop saranno presenti gli autori dei progetti premiati, illustrati e discussi pubblicamente in storici tabià del paese.

La residenza offerta a Vione rappresenta una parte consistente del Premio, ma anche l’occasione per affrontare i temi della rigenerazione delle piccole comunità in un luogo che le rappresenta.

Negli stessi giorni saranno aperte a Vione anche le mostre accademiche di NABA di Milano e FHGR di Coira sui temi del design e dell’architettura, alla presenza dei docenti titolari dei rispettivi laboratori.

Nel corso dell’estate saranno presentati gli esiti dei laboratori di Riabilitazione strutturale dell’Università di ingegneria di Brescia, le tesi di Laurea del Politecnico di Milano e dell’IUAV di Venezia.

Il programma dettagliato sarà illustrato a inizio estate.

 

 

Per ogni aggiornamento s’invita a consultare il sito https://vionelab.it/