rassegna
“COME TRAME DI UN CANTO. RACCONTARE LE FRAGILITÀ”
NOVEMBRE/DICEMBRE 2025 – VALLE CAMONICA (BS)
II° EDIZIONE
[comunicato stampa]
In Valle Camonica (BS) è ai nastri di partenza la seconda edizione della rassegna “Come trame di un canto. Raccontare le fragilità”, dopo il grande successo di pubblico della prima edizione. Un progetto, quello del festival, nato grazie a un’unione di intenti tra Enti e Associazioni che operano da tempo sul territorio e realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Assessorato Politiche Sociali della Comunità Montana.
Un’intuizione dell’Auser Camuno-Sebino che ben presto ha raccolto il favore di ASST della Valcamonica, Azienda Territoriale dei Servizi alla Persona, Assemblea dei Sindaci, ATEA delle Rsa Camune, SolCo Camunia, Forum del Terzo Settore, ANFFAS, Centro Alzheimer Camuno Sebino, Alleanza per la Salute Mentale, Polisportiva disabili Vallecamonica, Comitato Andos Vallecamonica Sebino, Anteas e AIDO di Vallecamonica, accanto ai Comuni di Breno, Esine e Darfo Boario Terme e la collaborazione con l’Associazione OltreConfine, a formare una fitta rete territoriale a sostegno di un progetto di sensibilizzazione su tematiche a carattere sociale.
La rete territoriale è costituita di soggetti e realtà che ogni giorno operano a stretto contatto con le fragilità, ognuna per quel che concerne il proprio settore. La rassegna “Come trame di un canto. Raccontare le fragilità” li vede alleati per portare alla cittadinanza idee, saperi, progetti e riflessioni sul tema del sociale, guardando la situazione presente e individuando quelle soluzioni che potranno essere condivise in futuro.
Prendendo spunto da un celebre verso di Franco Battiato, la rassegna intende mettere al centro del discorso pubblico il tema dell’ascolto, della cura e lo sviluppo di una sensibilità verso i più fragili. Da questo punto di vista, “fragilità” è una parola declinata al plurale, perché oggi più che mai il nostro Paese combatte contro un disagio diffuso e riguardante diversi campi della cita individuale e sociale. Un disagio che richiede riflessione, dialogo e ascolto, per poter elaborare strategie e progettualità politiche e pubbliche, condivise da chi queste fragilità le vive quotidianamente all’interno delle proprie famiglie e nella cerchia dei propri affetti.
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La rassegna si compone di quattro incontri, nei mesi di novembre e dicembre, realizzati nei comuni di Darfo Boario Terme, Breno e Esine (BS), alle ore 20.45 e con ingresso libero e gratuito.
L’apertura è fissata per venerdì 21 novembre al Centro Congressi di Darfo Boario Terme, dove alle ore 20.45 è programmato l’incontro dal titolo “Dar voce alla fragilità. Trovare le parole per raccontare il senso dell’umano” e che vedrà protagonista attesissimo Domenico Iannacone, giornalista, regista e autore televisivo, inviato di punta di Ballarò e Presa Diretta (Rai3), negli anni ideatore e conduttore di “I dieci comandamenti” e “Che ci faccio qui”, tra i programmi più seguiti e premiati del servizio pubblico. Il giornalista, in dialogo con Stefano Malosso, racconterà l’importanza del guardare e donare nuova voce ai fragili e a tutti coloro che, nella società contemporanea, spesso vengono relegati nell’ombra. Un percorso di ascolto, di cura, di costruzione di dialogo e relazione possibile.
La seconda tappa della rassegna è fissata per mercoledì 26 novembre al Teatro Giardino di Breno, dove alle ore 20.45 protagonista sarà l’acclamato Matteo Lancini per l’incontro dal titolo “Chiamatemi adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti”, dedicato al tema del disagio giovanile ponendo al centro la necessità, più che mai urgente, di ritrovare un dialogo possibile con le generazioni più giovani: un invito al saper ascoltare, a trovare insieme nuove parole e nuove pratiche, ad accompagnare la formazione e la crescita delle nuove generazioni. Tra le voci più autorevoli del nostro tempo, Lancini è psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione “Minotauro” e docente presso l’Università Milano-Bicocca e l’Università Cattolica di Milano. Collabora con diverse redazioni giornalistiche e scrive per La Stampa, ed è curatore della sezione “Crescere” del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il suo ultimo saggio è “Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti”, edito da Raffaello Cortina Editore.
Il festival prosegue nel mese di dicembre: il terzo appuntamento, giovedì 4 dicembre alle ore 20.45 al Palazzo della Cultura del Comune di Breno, ha per titolo “Prendersi cura di un anziano fragile” e vedrà la conferenza, moderata da Anna Della Moretta, di Giulia Avancini, assistente sociale con esperienza in ambito comunale e ospedaliero, Dottore di Ricerca in Sociologia, organizzazioni, culture e docente nel corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale presso l’Università Cattolica di Milano. Una professionista che svolge attività di ricerca e formazione presso il Centro di Ricerca Relational Social Work nell’ambito degli anziani e della non autosufficienza, e collabora con il Centro Studi Erickson nell’area Ricerca&Sviluppo. Una serata dedicata alla figura del caregiver familiare, all’importanza della cura, tra necessità, esigenze e prospettive, in una società che spesso dimentica i più anziani e chi li assiste nella vita quotidiana e all’interno delle famiglie.
Infine, l’appuntamento di chiusura di mercoledì 10 dicembre alle ore 20.45 presso il Cinema Teatro Oratorio di Esine sarà la cine-lezione dal titolo “Corpi fragili, sguardi forti. Il cinema e la rappresentazione della vulnerabilità” tenuta da Matteo Asti, storico e didatta del cinema e dei media, già docente per l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia e Unicatt di Brescia: i suoi principali interessi di ricerca includono la rappresentazione sui media del fine vita, la relazione tra cinema e spiritualità e l’educazione ai media. Una serata, quella che concluderà la presente edizione del festival, dedicata dunque alle forme di rappresentazione delle fragilità umane, nella destrutturazione e ricostruzione dei concetti di perfezione e performatività verso una società più inclusiva.
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Determinante per la realizzazione di questa seconda edizione della rassegna “Come Trame di un Canto. Raccontare le fragilità” è il sostegno della Comunità Montana di Valle Camonica, che ha accolto di buon grado la proposta, come spiega Priscilla Ziliani, Assessora alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica: “Ringrazio Auser Camuno Sebino e l’Associazione OltreConfine per questo festival, che il mio assessorato ha supportato con piacere. Una rassegna che dimostra come sia possibile affrontare tematiche complesse attraverso proposte culturali di facile accesso. La cultura diventa quindi strumento di consapevolezza e di coscienza delle fragilità umane”.
Spiega Sergio Bonomelli, responsabile del settore Cultura dell’Auser Camuno Sebino: “Auser Camuno Sebino si occupa da sempre delle diverse fragilità e dei bisogni sociali presenti nel territorio, sostenendo e praticando il volontariato per tutelare i diritti di tutti, sostenere le persone svantaggiate e fragili, promuovendo forme di cittadinanza attiva. Nel nostro territorio molte sono le fragilità che investono le persone e che spesso non riescono a diventare un problema collettivo, perché rimangono nell’intimità e nel dolore dei nuclei familiari. Auser ha proposto quindi al territorio, alle istituzioni, alle associazioni e cooperative che, numerose, lavorano per portare aiuto e supporto a tutte le persone in difficoltà, la costruzione di una rete che realizzi un Progetto Culturale: culturale perché, a fianco del lavoro svolto dai sevizi sociali, è necessario diffondere maggiore conoscenza dei bisogni diffusi, ed offrire risposte attive alle diverse necessità. Favorendo quindi una maggiore consapevolezza nella cittadinanza per la tutela dei diritti individuali, soprattutto per le persone fragili e le persone sole. La rete che ha permesso la realizzazione di questa Rassegna culturale intende quindi unire famiglie, anziani, giovani e operatori sociali e culturali del territorio, attraverso occasioni di informazione e riflessione articolate in quattro incontri serali, con importanti nomi della cultura, della scienza e dello sport”.
“La rassegna ‘Come Trame di un Canto’ è un modo di condividere problemi e fragilità, di ringraziare chi lavora per capire ed aiutare, un modo per imparare ed approfondire – commenta Simona Ferrarini, che con il presidente Auser Tersillo Moretti, Sergio Bonomelli e Alice Piccinelli ha lavorato alla rassegna per costruire un’ampia rete territoriale -. Ma soprattutto questo progetto è l’occasione per dimostrare che ogni difficoltà o fragilità può e deve essere affrontata insieme, come il popolo camuno sa fare , con serietà, sensibilità e tenacia”.
“Fare cultura significa creare ponti, connessioni, dialoghi possibili – conclude Stefano Malosso, direttore artistico di “Come Trame di un Canto” -. In questa epoca dominata dalla performatività e da modelli di perfezione irraggiungibili, rimettere al centro il tema dell’unicità, dell’imperfezione e della fragilità, che abitano la vita di ogni essere umano, diventa una missione culturale oltre che sociale e politica. Per questo il festival ‘Come Trame di un Canto” è un progetto polifonico che vuole parlare a tutto il territorio, promuovendo un’idea di umanità che vede nell’ascolto e nella cura di noi stessi e degli altri i valori fondanti del mondo che dobbiamo costruire per il futuro”.