VIVERE nella comunità
Archivio notizie
Ghitti: una ricognizione storico-filologica con la Professoressa Ardizzone
VICINIE: UN LUOGO MENTALE - “La Vicinia, ancor prima di essere istituzione storica è quel luogo che testimonia un’esigenza associativa naturale”. Così afferma la Professoressa Maria Luisa Ardizzone durante la conferenza organizzata il 24 luglio a Breno nell’ ambito della manifestazione di arte contemporanea "aperto 2010". La medievalista, insegnante alla New York Univesity, attraverso una ricognizione storico-filologica fa dialogare l’opera artistica di Franca Ghitti "Le Vicinie", con l’uso che del termine antico ne fa la letteratura di Dante e di San Tommaso. Per risalire alla Vicinia come istituto giuridico occorre andare indietro fino al XI secolo, quando già la cultura europea ha trasformato la forma naturale di comunità vicinale in quella giuridica, che riconosce la Vicinia quale possedimento di beni comuni. Il bisogno di condivisione umana, di compartecipazione alla medesima esistenza, invita l’ uomo a raccogliersi in forme solidaristiche di vicinanza; ad aggregare i propri vissuti per poi abitarli in luoghi carichi di senso, di simbolicità. Tale pratica millenaria sorge dal desiderio comunicativo di quell’ animale civile, che come ricorda la Ardizzone, così facendo, inscrive il cammino culturale nel più ampio orizzonte naturale.
I LUOGHI PARADIGMATICI DI FRANCA GHITTI - Ripensando al linguaggio universale del vivere associato, la Vicinia diviene per la ricerca antropologica dell’artista Franca Ghitti l’archetipo dello spazio vitale a cui dare forma. Ed è la sua espressione poetica che -“trasferisce un azione storica in quella spaziale e temporale della scultura”- fino a farla divenire la - “mappatura di uno spazio mentale”- che raccoglie e cuce i frammenti dell’ intimo dialogo tra la sacralità della natura, il fare sociale e materiale. Ed è per questo che le sue Vicinie assurgono a “luogo paradigmatico”, in cui la pluralità dei valori dell’antica istituzione valligiana, organizzata in sottoinsiemi di reliquiari, litanie, rogazione, eccetera, provoca nel lettore l’invito a rigenerare, attraverso il rituale collettivo della comunicazione, lo spazio mentale intimo, perchè esso diventi come “spazio sconfinato”-quella- “ricerca continua delle proprie radici”.
(Valentina Romeo)





