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"La Memoria del Ferro": l'interpretazione del professor Carrera

NUOVE CHIAVI DI LETTURA PER l'ARTE DI FRANCA GHITTI - L’intervento del prof. Alessandro Carrera, studioso di filosofia e teoria letteraria, professore presso l’Università di Huston (Texas), all’interno di aperto2010, la manifestazione di arte contemporanea del Distretto Culturale, ha offerto chiavi di lettura e riflessioni sulla "Memoria del Ferro", una tematica che è fondamento del lavoro di Franca Ghitti ed allo stesso tempo della storia e dell’identità antropologica della Valle Camonica.

ALFABETI DEL FERRO - "Le sculture e le Installazioni di Franca Ghitti - sostiene il prof. Carrera - hanno una valenza antropologica e filosofica. Franca Ghitti ha dedicato gran parte della sua attività di scultrice a edificare veri e propri monumenti a sistemi di scrittura nascosti nei segni elaborati dai segantini, dai carpentieri, dai fabbri ferrai. In tal senso potrei chiamare questo intervento 'Alfabeti del ferro' perché esprime la connessione della sua opera con un’idea di scrittura. La segheria del padre di Franca, i sui ritmi, gli spazi si rivelano così una metafora dell'universo e la scultura diviene un processo di scrittura, nel quale il materiale, legno, ferro, chiodi, limatura, divengono segnali e lettere di altri alfabeti. La scultura stessa - afferma lo studioso - si rivela come un macroalfabeto che incorpora segni: le spirali, i cerchi, le meridiane sono veri e propri grafi, segni della relazione fra uomo, spazio e territorio."

CANCELLI D’EUROPA - "Guardando le porte, i cancelli, i passaggi, che Franca ha creato con materiali di ferro - sostiene il prof. Carrera - si ha la percezione fisica del peso epistemologico dell'aprire e chiudere una porta. Aprire e chiudere una porta è un'atto conoscitivo. L'idea di porta, di cancello come soglia dell'architettura, si riferisce ad una dimensione molto antica e insieme attuale, quella dell'icona. Un’icona è un messaggio affidato all'immagine, per cogliere il senso bisogna immergersi o iniziare il suo l'attraversamento. La serie 'Cancelli d'Europa' esprime un contenuto iconico, ma anche etico e politico che non va ignorato. L'Europa è fatta di cancelli che solo dopo secoli di conflitti si sono aperti e l'icona dell'Europa è il cancello. Attraversare i cancelli equivale a dire all'Europa: 'Apri i tuoi cancelli!'."

SCRIVERE CON I CHIODI - L'ultima parte dell’intervento - prosegue il prof. Carrera - l'ho voluta chiamare 'Scrivere con i chiodi'. Un chiodo piantato nel muro in qualche modo ha scritto qualcosa, ha scritto la sua presenza di 'lettera scura' su una superficie bianca. Il segno, l'incisione, il grafo interrompono la superficie sulla quale si posano facendo emergere una differenza, istituiscono uno spazio di raffigurazione divenendo così lettera di un alfabeto. Quando Franca Ghitti nella segheria di famiglia faceva scorrere lo sguardo sui chiodi infissi nei muri o restava affascinata dalla chiodatrice automatica, si stava formando in lei la prima consapevolezza che nel sistema dei chiodi utilizzati dai lavoratori del ferro e del legno si nascondeva un alfabeto funzionale, una lingua già formata, arcaica, stratificata che doveva essere 'caricata sull'arca dell'arte per essere salvata dal diluvio dell'oblio'. E’ con le 'Pagine chiodate' (libri chiodati, croci chiodate, sedie chiodate) che l’artista esplora le potenzialità di questa sua intuizione giovanile, creando il chiodo ma anche il supporto sul quale il significato di questo chiodo può essere trasportato. Si tratta di grandi pagine, libri robusti, veleggianti, attraversati, forati da chiodi. Il muro, il pezzo di legno è stato staccato e trasformato in un'altra forma di supporto: il libro. I chiodi di Franca Ghitti tengono insieme pagina e libro, creando un alfabeto alternativo che viene prontamente riconosciuto come tale."

(Giampietro Moraschetti)