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Crucifixus: la Via di Carlo Magno

UN VIAGGIO IMMAGINARIO NEL PASSATO - Si intitola "La via di Carlo Magno" lo spettacolo che verrà presentato in cinque repliche nel corso dell'edizione 2010 di Crucifixus - Festival di Primavera. Cinque anche i diversi luoghi in cui la rappresentazione, nata all’interno del "Progetto Carlo Magno" del Distretto Culturale di Valle Camonica, prenderà forma: Capo di Ponte, Breno, Cividate Camuno, Esine e Pian Camuno. Il pretesto storico è la leggenda dell’impresa che il re caroligio compì per la conversione armata al cattolicesimo dei territorio tra Bergamo e Trento. Di questa rappresentazione ci parla il Professor Giorgio Azzoni, responsabile artistico del Distretto Culturale e curatore del progetto che presto vedrà la realizzazione della "Via di Carlo Magno", un percorso turistico e culturale promosso e gestito da giovani, che si snoderà lungo tutta la valle sui luoghi citati dalla leggenda.

 - Quali sono stati gli ultimi sviluppi del progetto Carlo Magno?

 "Il Comitato Scientifico, riunito in più occasioni, ha descritto le linee di ricerca. E’ stato costituito un gruppo di lavoro, formato da studiosi e ricercatori, che ha il compito di studiare i testi e i luoghi della Leggenda e di analizzarne le implicazioni e le relazioni storiche, sociali ed artistiche. A breve verrà costituito un altro gruppo di lavoro, composto esclusivamente da giovani, che avrà il compito di attivare i contatti con gli Enti locali interessati e le Agenzie turistiche, e di costruire operativamente il percorso turistico con l’obiettivo, per l’estate, gestirlo direttamente organizzando visite ed attività di promozione culturale."

- Come mai uno spettacolo teatrale per la rassegna "Crucifixus"?

 "Si è pensato di intrecciare il nostro progetto con una rassegna significativa come Crucifixus, sia per la possibilità di realizzare gli eventi teatrali in alcuni luoghi della Leggenda, sia per poter iniziare a raccontare, e quindi far conoscere al pubblico, la Leggenda stessa. Oltre alla collaborazione tra eventi e progetti, potrebbe nascere una nuova forma di coproduzione dagli sviluppi interessanti."

 - Può descrivere brevemente la rappresentazione?

 "Sarà in forma di monologo. Le pagine dei 'Curiosi Trattenimenti' di Padre Gregorio Brunelli sono state interpolate dagli antichi versi del poco conosciuto 'Sogno della croce', poema dell’VIII secolo, per permettere allo spettatore di compiere un viaggio nella storia e nell’immaginario della Valle di molti secoli fa.

 Come mai si è partiti proprio dai 'Curiosi trattenimenti'?

 "Le trascrizioni della leggenda di cui disponiamo, derivate probabilmente da versioni redatte nella seconda metà del XV secolo, raccontano la vicenda in modo estremamente sintetico ed asciutto, elencando semplicemente gli scontri e le vittorie di Carlo Magno, e la fondazione di una serie di chiese. Poco si prestano, pertanto, ad una rielaborazione teatrale. Padre Gregorio Brunelli invece, nella Terza Giornata del Trattenimento Terzo dei 'Curiosi Trattenimenti', pubblicati nel 1698, espone la leggenda con la consueta fantasia narrativa, arricchendola di avvenimenti, descrizioni ed annotazioni. La sua versione risulta quindi più allettante e fruibile, anche per una interpretazione teatrale."

 I luoghi in cui si svolgono le rappresentazioni furono visitati dalla spedizione?

"I paesi nei quali si rappresenterà 'La via di Carlo Magno' hanno nella leggenda un ruolo diverso. Pian Camuno è citato all’inizio del racconto, come luogo in cui la figlia del conte del castello di Calla - sopra Lovere - convertitasi al cristianesimo e diventata monaca, erige una chiesa che dona al Monastero di Santa Giulia di Brescia. A Pian Camuno, effettivamente, vi era una cella esterna del monastero bresciano, entro cui era  collocata Santa Maria Rotonda, chiesa in cui si svolge lo spettacolo. Gli altri paesi sono invece citati in quanto sede di castelli i cui signori sono convertiti dal re franco. Dopo aver sconfitto ed ucciso il signore di Esine, Re Carlo vi erige la chiesa della Trinità. Il signore del castello di Breno oppone strenua resistenza; fuggito all’assedio è rincorso e sconfitto sulla Presolana; catturato gli è risparmiata la vita in cambio della conversione. Infine la leggenda cita la chiesa di San Siro, alla cui costruzione Carlo Magno contribuisce con 'largo esborso' dopo che il signore di Cemmo, fattosi cattolico, lo aveva accolto ed ospitato con generosità e cortesia."