I motivi di questa pubblicazione

lettere dal fronteLa Grande Guerra continua a occupare un posto di primissimo piano sia dal punto di vista della storiografia, sia da quello della memoria collettiva.
Essa fu la prima manifestazione sistematica della combinazione tra tecnologia e produzione di morte, la prima espressione di una mobilitazione totale delle masse, fu, in breve, la prima rivelazione compiuta e folgorante della modernità, della sua natura, dei suoi dilemmi e dei suoi rischi.
L'ambizione di quest'opera è di riportare in primo piano le dimensioni della soggettività, dell'esperienza vissuta, dell'immaginario e della memoria grazie all'uso di fonti mai prima esplorate, vale a dire le lettere scritte dai soldati caduti dei Comuni della Valle Camonica e del Sebino bresciano.
Nelle seguenti pagine i soldati diventano testimoni e protagonisti del loro tempo, restituendoci con i loro racconti di vita vissuta un drammatico e vivido spaccato degli anni bui della prima guerra mondiale. Un quadro reso ancora più vivo e serrato dal ricorso frequente dei testimoni al proprio dialetto: formidabile e, talvolta, insostituibile mezzo espressivo per dar voce al più autentico sentire dell'animo popolare.
Nell'intera storia dell'umanità, questo conflitto ha interessato duramente e "totalitariamente" la popolazione civile. Intere popolazioni furono coinvolte in una mobilitazione totale, senza risparmio di energie, vittime poi di devastanti distruzioni, atroci sofferenze e lutti inconsolabili.
In questo immenso sommovimento, mentre i nostri soldati combattevano sui vari fronti, la forza stessa delle cose imponeva anche alle donne nuovi gravosi sacrifici e responsabilità.
I protagonisti ci riportano agli scenari di guerra sui vari fronti, l'esperienza delle trincee, in particolare in alta montagna; ricostruiscono i dialoghi e la solidarietà fra commilitoni e gli ordini perentori degli ufficiali; ci fanno partecipi dei loro alterni sentimenti di paura e di gioia, di entusiasmo, di disperazione e di dolore per le famiglie lontane. Ci raccontano di un elevato senso della famiglia, della patria, della fede, momenti cruciali e incancellabili della storia del nostro territorio e dell'intero paese.

Corrado Tomasi
Presidente della Comunità Montana e del BIM di Valle Camonica

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