Lorenzo Casali e Micol Roubini aperto_2012




Il tempo è tutto attaccato
Il lavoro mette in relazione due nozioni di tempo: quello geologico dei ghiacciai, che migliaia di anni fa hanno modellato le rocce montonate della valle e quello umano, degli scalpellini, che per secoli estraevano dalle cave le pietre, usate poi nella costruzione di case, muretti, strade e dighe.
È un lavoro "in assenza": il calco in gesso di una roccia, che come una pelle sottile reca memoria delle acque, dei frammenti di pietra e dei ghiacci che l'hanno levigata; e i calchi dei punchot, i fori praticati dagli scalpellini per spaccare le pietre, disposti in una teca a creare un inventario di possibili forme. Completa l'installazione una traccia audio nella quale microsuoni di un ghiacciaio si fondono coi suoni ritmici delle punte di metallo che scavano nella pietra.