"aperto©_20––": la parola ai curatori

UNO SGUARDO DALL’INTERNO – "aperto©_20 ––"  è la manifestazione d’arte contemporanea ideata e curata da Giorgio Azzoni e promossa dal Distretto Culturale di Valle Camonica. Ogni anno vengono individuati un tema – arte dal confine – un materiale di riferimento – quest’anno il legno, dopo il ferro dell’edizione 2010 – e un artista di riferimento, attorno ai quali sono attivati laboratori e percorsi di ricerca rivolti ai giovani. Sotto il controllo del Direttore Artistico, la manifestazione è seguita da tutor e da due giovani curatori d’arte, Daniela Zangrando e Matteo Lucchetti, cui è stato chiesto, nel corso di un’intervista, cosa pensano di questa iniziativa.

– Daniela, cosa di "aperto©_2011" ha attirato maggiormente la tua attenzione?

"Senza dubbio l’entusiasmo. Ho incontrato Giorgio Azzoni il giorno prima di Pasqua, a Belluno. Ci siamo seduti a chiacchierare in un bar del centro. Di sottofondo le canzoni passate alla radio, che hanno da subito minacciato il garbato ritmo della sua voce e il tenere un tono basso, educato. Dopo i primi minuti si è dimenticato di quel bar, delle persone che passavano fuori, delle cameriere che giravano tra i tavolini. Mi ha solo raccontato quello che avevano fatto in Val Camonica e quali erano i suoi obiettivi. Ha saputo in qualche modo sfondare la mia diffidenza e scalfire per un attimo qualsiasi presa di posizione severa. Quando alzava gli occhi da brochure e materiali e incontrava il mio sguardo per accertarsi che lo stessi seguendo, riprendeva fiato. Quando siamo andati via erano passate quasi tre ore. Ho pensato subito che quel fervore era bellissimo."

– Secondo il tuo parere, come si inserisce "aperto©_2011" nel panorama delle manifestazioni d’arte contemporanea rivolte ai giovani in Italia?
"Non mi piace questa domanda. Mi mette in difficoltà. Da un lato penso sia troppo presto per dire come ’aperto©_2011’ si inserisca in questo panorama. Dall’altro lato, questo aspetto non riesce proprio ad interessarmi. Credo che ’aperto©_2011’ non debba nemmeno pensare di inserirsi in questo panorama, ambire, desiderare, cercare. Deve creare con cura e attenzione il proprio panorama, disegnandone il paesaggio, tracciando i confini, l’altezza del cielo, la posizione degli elementi, la stratificazione dei soggetti. Altrimenti le energie, le discussioni con gli enti, con i partner, la fatica, le scintille, gli sguardi saranno stati solo sprecati. Una grande passione deve avere il coraggio di rischiare tutto. L’intensità della sua audacia si tenderà sicuramente a profilare dei panorami di cui siamo ancora
all’oscuro."

– Matteo, anche per te le stesse domande.
"Credo che le potenzialità di un progetto come aperto_2011 siano molteplici, considerando anche il suo inserimento all’interno del Distretto Culturale di Valle Camonica, con i relativi intrecci e ricadute, e quindi con quella che La Cecla definirebbe la ’mente locale’ del luogo. Tra le specificità del progetto, quella del lavoro community–based è sicuramente quella che ha attratto maggiormente il mio interesse curatoriale. Il permettere a nuove generazioni di artisti di lavorare con, e per, un referente tangibile e presente, si porta dietro infatti l’idea di un ripensamento del ruolo della pratica artistica all’interno della sfera sociale, specialmente laddove l’esistenza di un univoco sistema dell’arte ha agito pesantemente sulle possibilità insite nella formazione. Per quanto brevi siano i periodi di residenza, è decisamente non comune infatti l’opportunità di produrre a partire da un contesto definito che si erge a materiale e referente primo ad un tempo solo, specialmente per un artista che sta formando la propria modalità operativa."

"Non mi è mai piaciuta l’etichetta di ’giovane artista’, così come trovo uno strumento di gerarchico controllo l’esistenza di una giovane arte con dei suoi potenziali rappresentanti. Credo non sia un caso che questa categoria sia così onnipresente in Italia, dove il concetto di gioventù ha precedenti storici ben precisi e irrisolti che si ripercuotono nella quotidianità di tutti. In questo senso quindi apprezzo che nel progetto di  aperto©_2011 il ruolo che si riconosce ai nostri artisti selezionati è pieno, impegnativo e chiede a queste generazioni di assumersi una responsabilità sociale che dia spazio ad urgenze e istanze della contemporaneità; al di fuori di incasellamenti limitanti e sempre più privi di senso che vedo ripetersi uguali a loro stessi nel sistema arte italiano."

Ultimo aggiornamento 09.07.2011
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