aperto_2011 art on the border: sabato l’inaugurazione

Sabato 30 luglio l’alta Valle Camonica verrà animata dall’inaugurazione dei percorsi di arte contemporanea di aperto_2011. L’edizione 2011 ha coinvolto i comuni di Edolo, Incudine, Monno, Vezza d’Oglio, Vione, Temù e Ponte di Legno nei quali gli artisti hanno interagito con le comunità, realizzando opere site specific, finalizzate a stimolare riflessioni sui concetti di cultura e identità, esplorando i valori culturali e sociali delle comunità ed intervenendo sui luoghi scelti in collaborazione con le amministrazioni locali.

Elemento simbolico di questa edizione è il legno, che si trasforma da materiale ad immagine, fino a diventare un riferimento concettuale. Il filo conduttore degli interventi artistici è il rapporto con l’ambiente, la relazione che l’essere umano istituisce con la terra e con il suo habitat.

Gli interventi artistici sono collegati dal percorso dell’antica Via Valleriana, che consente ai visitatori di compiere un viaggio sincronico nella storia, nell’ambiente, e nei linguaggi dell’arte contemporanea. I Visiting Professor per l’edizione 2011, Andrea Caretto e Raffaella Spagna, oltre a seguire i lavori degli artisti selezionati, hanno realizzato un’opera per uno dei sette comuni, sintetizzando in essa alcune delle istanze più significative di questa edizione. L’opera di Caretto e Spagna dal titolo "Mutando Riposa_Larix X Abies" è un’installazione formata da grosse ceppaie di abete rosso e assi grezze di larice che prende forma al bordo di un vasto prato, situato in un’area di transizione tra l’abitato di Ponte di Legno e le foreste del Parco dell’Adamello. L’installazione prende forma gradualmente: le ceppaie costituiscono le nuove radici per la costruzione che “cresce” adattandosi alle caratteristiche tecniche e formali dei materiali a disposizione.

Gli artisti che proporranno le opere sono Franco Ariaudo, Andrea Magaraggia, Serena Porrati, Christian Tripodina, Chiara Trivelli, Cosimo Veneziano e Maria Zanchi.
L’intervento di Franco Ariaudo dal titolo “Logos tu Stauros” ruota attorno ad un’imponente croce presente sulla sommità del Dòs de le Barbine – promontorio adiacente il centro di Vione – che riassume in sé una stratificazione di storie significative del passato della Valle.
Il lavoro di Andrea Magaraggia formalizza il potenziale emerso dai sopralluoghi e dalle attività di ricerca svolte in collaborazione con la realtà locale e la sua comunità. Il progetto denominato “Apoptosi” sviluppa una ricerca sull’oggetto e sulle sue possibili connotazioni e declinazioni a partire da un accumulo di materiale raccolto durante il periodo di residenza.
Serena Porrati propone due lavori scaturiti della sua residenza a Ponte di Legno. La prima, “Belvedere” è un’imponente installazione video realizzata su una grande superficie in legno nascosta tra gli abeti a lato di una cascata. La seconda "L’impero del sole" è una serie di bassorilievi costruiti partendo da disegni trasposti su sei tavole di legno.
“Moorschneehuhn” di Christian Tripodina è un’azione collettiva composta grazie all’interazione con alcuni musicisti di bande locali, nella quale strumenti e ritmi primitivi dialogheranno con i deboli suoni della foresta, registrati dall’artista nei boschi di Incudine.
Chiara Trivelli con "Co de ros (un Pater Noster e dieci Avemarie)" utilizza il dispositivo dell’audio guida per sperimentare la possibilità di un percorso attraverso la memoria della Valle, che colleghi tra di loro due musei storico–etnografici del territorio camuno.
Cosimo Veneziano con “La fine del mondo” e “il paese delle meraviglie” propone un lavoro che ruota attorno la figurazione delle storie degli abitanti del quartiere, scolpite, da Milena Berta e da artigiani locali, su due tronchi presenti in un’area pubblica.
La rocca per filare la lana è vista da Maria Zanchi come uno strumento capace di racchiudere in sé le tradizioni della tessitura e del legno, tipiche della comunità di Monno. "Stramadécc" si attiva attorno all’incontro dell’artista con una vecchia tradizione locale e al conseguente coinvolgimento degli abitanti affinché ognuno di loro costruisca una propria rocca, a dimensione umana, una accanto all’altra, a riportare visibile quella coralità comunitaria che l’espressione significava.

I lavori e le attività relazionali con le comunità proseguono sino in settembre, mentre in ottobre si terrà un secondo momento espositivo di presentazione finale dell’esperienza.

(Giampietro Moraschetti)

Ultimo aggiornamento 28.07.2011
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