"aperto_LAB": il gran finale

UN GRAN FINALE - Si è concluso con una doppia performance multimediale l’evento di “aperto_LAB”, voluto dal Distretto Culturale di Valle Camonica e curato da Giorgio Azzoni. Sabato 19 marzo alle 20.45 lo spazio del Teatro Simoni Fè ha ospitato lo spettacolo FrÉR 1_instrumenta, incentrato sulla trasformazione del metallo attraverso la forgiatura, mentre domenica 20 marzo è stato FrÉR 2_personare a suggestionare il pubblico presente con un lavoro tutto ispirato alla figura del fabbro e al suo secolare sapere, attraverso immagini fotografiche, sequenze video e musica elettronica intrecciata a quella degli strumenti musicali. LAB aperto2010

UN INTRECCIO DI ARTI -aperto_LAB” è il cerchio che si chiude. L’approdo naturale del percorso intrapreso la scorsa estate con l’inizio della manifestazione di Aperto2010, suddiviso nelle tappe di Bienno, Erbanno e Breno. La mostra di Bienno ha saputo mostrare al pubblico i frutti raccolti nei mesi di lavoro e creazione, attraverso lo sguardo innovativo e moderno di circa trenta giovani artisti che hanno interpretato a modo loro il mondo del ferro e dell’artigianato della Valle Camonica. A completare il lavoro, gli eventi performativi di sabato e domenica , che attraverso l’uso di musica, suoni, fotografie e video hanno suggestionato il pubblico presente a Bienno, rievocando letteralmente un mondo in via di estinzione e l’insieme di oggetti e pratiche che si sta trascinando con sé. I suoni e i rumori, campionati direttamente dalle fucine e dalle forge dal gruppo WK569, hanno fatto da sottofondo elettronico all’esecuzione dal vivo di un duo jazz composto da Luca Donini al sax e Alessandro Di Vito alle percussioni, in un intreccio struggente tra i suoni della fucina e il ritmo, talvolta travolgente talvolta dolente, della melodia suonata. Dietro a loro, le fotografie e le sequenze video raffiguranti volti, luoghi, strumenti, tecniche che ruotano attorno al mondo della fucina e alla figura secolare del fabbro, con un occhio anche alle moderne forge che danno una continuità alla cultura del ferro.

UNO SGUARDO ATTUALE - Durante gli spettacoli, un folto pubblico ha assistito con interesse alla commistione di arti che si è creata all’interno dello spazio di Teatro Simoni Fè. Giovani, adulti e anziani hanno occupato le poltrone, hanno assistito alle performance, si sono scambiati opinioni: i fabbri anziani hanno raccontato ai nipoti la loro vita in fucina, e forse i giovani hanno potuto raccontare le loro esperienze nella società “liquida” e disgregata (teorizzata dal sociologo Zygmunt Bauman) che ha tante affinità con lo stato liquido del ferro: plasmabile, deformabile, tutto da reinventare in favore di nuove forme e nuove destinazioni. E non è forse questa del ferro una metafora che offre una illuminante chiave di lettura della nostra epoca?

(Stefano Malosso)

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